La città di Assemini
| Assèmini | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | |||||||||
| Altitudine: | 6 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 117,50 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 227,68 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Macchiareddu, Sa Traia, San Leone, Sant'Andrea, Su Carroppu, Su Spinecu, Terrasili, Truncu Is Follas | ||||||||
| Comuni contigui: | Cagliari, Capoterra, Decimomannu, Elmas, Nuxis (CI), San Sperate, Santadi (CI), Sarroch, Sestu, Siliqua, Uta, Villa San Pietro | ||||||||
| CAP: | 09032 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 070 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 092003 | ||||||||
| Codice catasto: | A474 | ||||||||
| Nome abitanti: | asseminesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Pietro | ||||||||
| Giorno festivo: | 29 giugno | ||||||||
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in Sardegna la città di Assemini, dove si trova la Falegnameria Pili, è un importante centro appartenente alla provincia di Cagliari situato più precisamente entro il limite meridionale della pianura del Campidano presso le foci Cixerri e del Flumini Mannu, dista 13 km dal capoluogo. Sul territorio in cui sorge la città di Assemini vi è un alta concentrazione di falde acquifere e, molto probabilmente per questo , fu oggetto di interesse per molte dominazioni straniere quali i Punici, i Romani, i Fenici, gli Arabi, i Pisani, i Piemotesi e gli Spagnoli. Con grandi probabilità è stato un centro punico fenicio , e divenne succesiovamente un importante centro romano; vi passava l’acquedotto che riforniva Cagliari da Domusnovas e la strada che dal Capoluogo raggiungeva Sulci. E’ attorno alla chiesa di S.Giovanni che nel medioevo si sviluppò il centro urbano. Nel periodo GIUDICALE appartenne al GIUDICATO DI CALARI e fece parte della CURATORIA del CAMPIDANO o CIVITA di CALARI e poi di quella di DECIMO dal secolo 14. In epoca ARAGONESE ottenne alcuni privilegi, passò poi alla CONTEA di QUIRRA, feudo dei CARROZ e poi alla BARONIA di S. MICHELE.
L’origine del nome ad oggi risulta essere ancora cosa controversa nonchè dubbia, tuttavia secondo recenti ricerche i possibili Etimi che danno via al nome “Assemini” sono tre; “Shemen”, termine di origini fenicie che sta ad indicare l’olio o “l’unto”, niente di strano vista l’antica tradizione olivicola della zona. Dovuta alla lunga dominazione moresca è invece l’ascendenza Araba dal quale deriverebbe "atthaman", traduzione esatta dal latino indicante le romane otto miglia dalle quali Assemini dista da Cagliari è “ad octavium”. Prevale oggi la tesi che si rifa alla Carta della Sardegna, realizzata nel 1589 dal geografo e cartografo fiammingo Mercatore: in essa è individuata una "Arx Muni", cioè "villaggio fortificato"; l'indicazione si sarebbe via via corrotta in "Arse Muni" e successivamente in "Arsemini".
Il paese sorge nella pianura del rio Cixerri, del rio Sa Nuxedda e del Flumini Mannu appena a nord dello stagno di Santa Gilla.
Comprendendo un isola amministrativa distaccata, il territorio comunale della città di Assemini risulta essere molto vasto. Boschi incontaminati immersi nella magnifica vallata del Gutturu Mannu a loro volta facenti parte del magnifico parco del Sulcis ne costituiscono appunto la superfice.
L’intera “ Isola amministrativa” continuna ad essere oggetto d’interesse naturalistico in quanto habitat naturale per magnifici esemplari di cervo sardo e aquila reale, nonchè di forte interesse archeologico dovuto ai numerosi ritrovamenti di reperti appartenenti all’epoca romana. Tuttora visibile l’antica strada che costeggia il flumini mannu in seguito alla quale sorge l’ipotesi che il centro antico abbia intrattenuto in passato rapporti con il porto punico di nora
Appartenenti architettonicamente a diversi centri del Campidano anche la città di Assemini conserva numerosi esempi di case tipiche campidanesifrutto di archittettura definita da alcuni specialisti “minore”. La casa campidanese costituisce una grande fonte d’interesse poichè nella stessa vi sono caratteristiche architettoniche ed estetiche risalenti alle diverse dominazioni della Sardegna. Di questo tipo di abitazione si ha notizia gia dal periodo giudicale ( fra il IX ed il XV secolo ). Maggiormente si possono notare le derivanze architettoniche della dominazione spagnola i cui effetti saltano subito all'occhio, per via delle analogie estetiche (e non solo) tra le case campidanesi e le hacienda diffuse nelle ex colonie ispaniche dell'America Latina.
La casa campidanese è costruita con particolari mattoni chiamati in sardo “làdiri” ( termine di origini laine che fa riferimento all’argilla “later” ), e sono prevalentemente riconoscibili per elementi caratterizzanti come i cortili centrali in cui si potevano trovare in passato mulini, , pozzi e forni necessari alla lavorazione del grano nonchè l’argilla \ ceramica gia dal periodo di dominazione spagnola. La casa campidanese fungeva dunque da punto d’incontro per gli artigiani e non svolgeva dunque la sola funzione abitativa.
Per quanto concerne lo sviluppo architettonico nella casa campidanese e’ tipico l’ampio portone che da accesso al cortile interno chiamato anticamente “ sa lolla”; superato il cortile la casa si sviluppa su due piani dove il primo svolge e si dedica alla funzione abitativa a differenza del secondo che veniva invece utilizzato per custodire le provviste e le scorte in un ambiente appunto più umido.
Le case campidanesi sono considerate un patrimonio di grande valore storico e per questo tutelate dalle autorità competenti.
ChieseChiesa di San Pietro
- San Pietro-La chiesa di S. Pietro sorge nel centro della città di Assemini presenta delle cappelle laterali in stile gotico e una pianta a navata unica . L'edificio originario risale alla prima metà del XI secolo. Fu ricostruita subendo svariati ed importanti cambiamenti nel XVI secolo in stile gotico aragonese e nel XVIII secolo quando furono aggiunti la facciata squadrata e merlata e la parte inferiore del campanile, a base quadrata. Nel 700 infine fu apportata l’ultima modifica che possiamo considerare significativa ovvero fu aggiunta la parte superiore del campanile a base esagonale. A causa dell'incendio avvenuto nell'ottobre del 1982 seguirono diversi lavori di restauro per il tetto in legno, la pavimentazione, le aperture laterali e il presbiterio. Nel 2008 vengono ultimati i lavori di restauro.
-San Giovanni
- La chiesa e l'oratorio di San Giovanni Battista si trovano nel centro storico del comune. Si tratta di una costruzione preromanica eretta tra il IX e il X secolo, ha una pianta a croce inscritta in un quadrato con una cupola che si erge al centro, mentre i bracci sono voltati a botte; la facciata è realizzata in pietre calcaree. Questa chiesa di piccole dimensioni è fonte di grande interesse non solo per le sue caratteristiche strutturali, raramente riscontrabili in altre chiese italiane, ma anche per due iscrizioni greche risalenti al X-XI secolo (una probabilmente riferita al giudice di Cagliari Torchitorio e alla moglie Getite, e l'altra a Nispella, moglie di un secondo Torchitorio) e per il ritrovamento di elementi islamici (brocche battesimali, piatti decorati).
- Sant'Andrea
- Santa Lucia
- San Cristoforo
- Beata Vergine del Carmine
- Carmine
Tradizione della ceramica
Nella Zona di S.Andrea ad Assemini furono ritrovati antichi reperti ceramici risalenti alla dominazione Punica, Assemini è considerato paese dall’antichissima tradizione ceramica.
Tale riferimento è chiaro anche nello stemma del comune stesso in cui è rappresentata per l’appunto un antica brocca. Datati tra linizio del terzo secolo e la fine del quinto sono i reperti ceramici di maggiore importanza. Strettamente legati alla prduzione ceramica sono i cortili antichi , in sardo detti “strexiaius” ai quali si lega la cospicua produzione di ceramiche quali brocche, casseruole, scodelle, tegami, e manufatti ornamentali. I questi particolari cortili vi erano dei pozzi d’estrazione dell’argilla di tipo alcalino ( prevalente nel territorio ) e vasche di decantazione apposite nonche tutti gli attrezzi del mestiere come il tornio, tettoie predisposte per l’ìessicazione dell’arbilla e forni a legna. Possimao affermare che durante il periodo medioevale corporazioni dette Gremii disciplinarono l attività degli “ Strexiaius ” dettandone normative di produzione e forme canoniche non modificabili. Ancora oggi ben custodite permangono testimonianze entro i cortili campidanesi degli “Strexiaius” importanti centri di produzione ceramica.
Ad oggi ad Assemini sono presenti nuerosi artigiani ceramisti che preservano e proseguono l’antica tradizione della ceramica attraverso la creazione di oggetti ornamentali e di uso quotidiano.
Nel 1995 nesce per volere dell’amministrazione comunale la mostra mercato permanente della ceramica Asseminese presso il "Centro Pilota per la Ceramica", uno spazio espositivo di circa 500 metri quadrati, nel quale possono essere ammirate molte opere dei più importanti ceramisti asseminesi.
Nell'estate 2007 l'amministrazione comunale, tramite il lavoro dell'Assessorato alle Attività Produttive, ha inaugurato la “Mostra permanente della ceramica d'arte” negli stabili attigui al sopra citato Centro Pilota. La Mostra, che rappresenta una novità assoluta nel panorama regionale sardo, racchiude oltre 250 pezzi unici di valore inestimabile che, nel corso di oltre 30 anni, il Comune di Assemini ha acquistato al termine delle varie edizioni del Concorso Nazionale della Ceramica tenutesi nella cittadina. Questi pezzi, plasmati da artisti provenienti da tutta Italia, rappresentano la vetta massima dell'espressione artistica dei maestri ceramisti italiani. Iniziative di pari livello sono riscontrabili, in ambito nazionale, in realtà come Faenza e Senigallia.
BIBLIOGRAFIA
Ha curato la redazione del testo Daniela Caria, Biblioteca comunale di Assemini
ASSEMINI, storia e società.
Edizioni del Comune di Assemini, 1986 La Provincia di Cagliari, I COMUNI.
Edizioni della provincia di Cagliari,
1983 Pisanu,
Guida turistica economico sociale di Assemini,
edizioni Parteolla, Dolianova, 1994 Floris, Breve storia della Sardegna, Tascabili economici Newton, 1994 Marini, Ferru, Storia della ceramica in Sardegna , edizioni TEMA, 1990 Delogu , L’Architettura del medioevo in Sardegna , Carlo Delfino, 1988 Marini, Ferru , FEDERICO MELIS una vita per la ceramica , edizioni SOLE, 1997 Ines Ruggeri, Omaggio a Federico Melis, Scuola media “G. Pascoli”, 2000 Francesco Cesare Casula , La Storia di Sardegna, Carlo Delfino, 1992 Arata - Biasi, Arte Sarda, Carlo Delfino, 1992.
Almanacco della Sardegna, Cagliari e Provincia, edizioni Cocco, 2000. I testi indicati sono reperibili presso la Biblioteca Comunale di Assemini.